Ore 20,30. Di Luca nemmeno l'ombra. Adriana era andata via da mezz'ora. Stella aveva notato che, uscendo, la bella biondona le aveva lanciato un'occhiata di scherno, salutandola con uno scialbo "Ariverderci, Sig. na Stella!".
Stella si sentiva stupida, ma in fondo non le importava, almeno non più: ora voleva solo parlare con Luca. Solo parlare. Guardarlo negli occhi, in quegli occhi verdi che l'avevano catturata dalla prima volta che si erano incontrati. Era stato in una sera d'estate e c'era una brezza fresca, che le scompigliava le ordinate ciocche appuntate sulla sommità della testa con un fermaglio di osso. Quella sera Stella indossava una gonna lunga e ampia, modello "gitana". Se lo ricordava bene. Portava anche una maglia di pizzo beige, traforatissima, su cui - sotto il seno - passava un nastro marrone, di raso, che terminava in un fiocco e ricadeva morbido all'altezza dell'ombelico.
Luca se ne stava con un gruppo di ragazzi e ragazze, a sorseggiare un cocktail, in un bicchiere verde, trasparente, e portava una camicia bianca di lino, un po'sgualcita e aperta sul petto: era bello, sfrontatamente bello e aveva gli occhi lucenti. O forse a Stella erano sembrati tali. Lui, voltandosi distrattamente, l'aveva vista e i loro sguardi si erano scontrati. Stella era rimasta folgorata da quei due occhi verdi e da quel sorriso bianchissimo. Più candido della camicia. Era fine giugno, ma quel ragazzo era già abbronzato. Stella continuò a guardarlo, ma poi distolse lo sguardo, in preda ad una sorta di pudore adolescenziale. Si sentiva stupida, inadeguata e per di più si accorse di avere le guance in fiamme. Si allontanò un attimo e chiese alla cameriera del Kopacabana di indicarle la toilette.
Si guardò allo specchio: aveva gli occhi lucidi, le guance rosse e i capelli scompigliati. Stette qualche minuto a fissarsi. Fece scorrere l'acqua sui polpastrelli, sui polsi, si asciugò, si ravviò i capelli e si passò un velo di lucido. Era color ciliegia: le faceva risaltare le labbra.
Uscì dalla toilette. Cercò Marzia, che era rimasta fuori dal locale, con Filippo e Marcella. A Marzia Filippo piaceva molto, ma non era ricambiata. Ora Stella doveva parlarle, doveva dirle di quanto quei due occhi verdi l'avessero sconvolta.
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