giovedì 19 luglio 2012

Recensione al film UN GIOCO DA RAGAZZE

Un gioco da ragazze è un film drammatico coprodotto dalla Colorado e dalla Rai e distribuito dalla 01 Distribution nel 2008 e vede alla regia un esordiente Matteo Rovere. Gli attori protagonisti sono Chiara Chiti nel ruolo della studentessa di liceo Elena Chiantini e Filippo Nigro, in quello del Professore di Lettere Mario Landi. 

Una studentessa e un professore. Belli. Entrambi. La Chiti è una giovane esordiente, bruna, tenebrosa, ma dai lineamenti delicati; Nigro è l'ormai noto attore dagli occhi di ghiaccio e dal fisico scolpito. Non è una storia d'amore. Si può parlare di non amore. Ma perchè il titolo parla di un gioco? Il gioco è quello di Elena e di due sue amiche e compagne di classe in un liceo privato in cui gli studenti portano la divisa che richiama tanto i british colleges. Si tratta di un gioco perverso, pericoloso, che le vede ciniche e superficiali ai limiti dell'immaginabile. Feste alcoliche, rave parties, shopping di lusso, famiglie assenti, ma ricchissime e sempre pronte a coprire e giustificare le bravate delle loro rampolle. A scuola Elena e le sue seguaci si rendono protagoniste di episodi di bullismo, di un bullismo che si sostanzia di violenza psicologica, ancor prima che verbale. Le relazioni di coppia per le ragazze, specie per Elena, sono solo sesso, ai limiti del proibito. Per affermare il proprio predominio sulle altre, Elena è pronta ad usarle, manipolarle, schiacciarle. L'unico essere per cui la ragazza pare provare dell'affetto è il suo cane Titti. Elena è sola. Infelice. Si sente cattiva e impersona fino in fondo il suo ruolo, anche se arriva il nuovo docente di Lettere, idealista e profondamente convinto che l'insegnamento sia una missione, a dirle che non è cattiva, benché si sforzi di sembrarlo. Elena non lo sopporta. In realtà per un attimo crediamo che se ne sia innamorata. Ma l'abisso della sua anima è immenso, forse incolambile. Con le sue amiche Elena organizza un gioco ai danni di Mario Landi. Questo gioco si rivelerà inaspettatamente fatale. Non vi sveliamo perché e per chi fatale: guardate il film, il cui epilogo lascia un senso di sgomento, misto ad una sensazione di impotenza ed inutilità. 

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