mercoledì 5 settembre 2012

Valentina Buono, Introduzione ad un commento a Properzio 4,3. Dall'amore coniugale all'amore elegiaco.


Autrice: Dott.ssa Valentina Buono

Titolo della tesi di dottorato in Filologia greca e latina: Dall’amore coniugale all’amore elegiaco. Commento a Prop. 4,3.

Tesi svolta presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università degli Studi di Bari A. Moro (a.a. 2004-2007).

Data di discussione della tesi: 20 maggio 2008.

Docente tutor: Prof. Paolo Fedeli

Commissione giudicatrice: Prof. Giovanni Laudizi, Prof. Giuseppe Solaro e Prof. Matteo Pellegrino.




Sintesi del lavoro di ricerca e Giudizio di presentazione

Il lavoro svolto dalla Buono è un commento alla terza elegia del quarto libro di Properzio, che è il primo esempio latino di un’epistola in versi. Strutturalmente il commento si articola per macro-lemmi, che riguardano uno o più distici: tale ripartizione ha il pregio di non frantumare l'analisi testuale a scapito dell'imprescindibile sguardo d’insieme sui singoli distici, i quali costituiscono di norma veri e propri nuclei tematici. Grazie ad uno stile semplice e chiaro, inoltre, il testo del commento diviene ben fruibile e a tratti persino piacevole. La candidata si è sforzata, infatti, di amalgamare all'interno di un testo di tipo discorsivo note di carattere critico-testuale, linguistico, metrico ed esegetico, che mirano ad un'analisi rigorosa ed esaustiva, dalla quale emerge una sicura padronanza degli strumenti di ricerca. Si tratta di un lavoro che, pur fondato su una debordante bibliografia, presenta pregevoli elementi di novità anche nei confronti del recentissimo commento al IV libro delle elegie di Properzio di Gregory Hutchinson, edito per i tipi della Cambridge University Press nel 2005. Il commento della Buono va ben oltre le stringate note redatte dallo studioso inglese, che spesso si rivelano del tutto inadeguate in merito a particolari questioni esegetiche suscitate dal non semplice testo properziano. La 4,3, infatti, come tutte le elegie di Properzio, presenta dal punto di vista testuale non poche difficoltà, che si riflettono inevitabilmente sull'interpretazione dei passi controversi. Il testo critico che emerge dalle scelte testuali operate di volta in volta, se da un lato respinge sistematicamente le lezioni proposte di recente da Giancarlo Giardina (nella sua edizione critica con traduzione pubblicata a Roma nel 2005), dall'altro appare più spesso conforme al testo teubneriano curato da Paolo Fedeli (Stoccarda 1984), dal quale, comunque, si discosta in più di un’occasione. Nel corso del commento, la discussione dei problemi testuali occupa un posto di rilievo, supportata com'è dal vaglio scrupoloso dell'enorme messe di congetture al testo properziano.
Il commento mira a sottolineare costantemente le affinità e le divergenze tra l'elegia properziana e le Heroides ovidiane, che molta parte della critica ritiene, a ragione, modellate sull'epistola in distici di Aretusa al marito Licota. A questo riguardo, nel presente lavoro sono sistematicamente messe in evidenza riprese tanto lessicali, quanto tematiche dal testo properziano nelle epistole amatorie ovidiane.
       Dal punto di vista esegetico, il lavoro della Buono mira a scardinare la convinzione che l'epistola di Aretusa sia un componimento celebrativo dell'amore coniugale, composto in onore e per piacere del princeps, il quale proprio negli anni in cui Properzio compose il IV libro di elegie (20-16 a.C.) irrigidì le proprie posizioni in ambito etico-sociale, dando vita ad una vera e propria restaurazione del mos maiorum. Il lavoro della Buono dimostra, infatti, che, sottoposta ad un'analisi attenta ai non pochi elementi di novità rispetto ai topoi elegiaci, la 4,3 si rivela come la riproposizione e l'ennesima celebrazione dell'amor cantato da Properzio nei primi tre libri. Il vincolo erotico che lega Aretusa a Licota va ben al di là dell'affectio maritalis e s’identifica con il foedus amoris della tradizione elegiaca. Proprio alla luce di ciò, la candidata ha scelto per la propria tesi un titolo emblematico (Dall'amore coniugale all'amore elegiaco. Commento a Prop. 4,3), che sintetizza i contenuti e i risultati del proprio lavoro di ricerca.
       Per di più, la ricerca condotta dalla Buono reca tracce manifeste di un’assidua e proficua frequentazione della biblioteca di Dipartimento e di una partecipazione costante ed interessata alle lezioni seminariali del corso di dottorato.
      





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